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Marcatori cardiaci: quali sono e cosa significa avere valori alterati

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marcatori cardiaci

Cosa sono i marcatori cardiaci, perché sono importanti e come vanno interpretati

Hai appena ritirato gli esami del sangue e notato dei valori evidenziati? Leggere termini come Troponina, BNP o CK-MB può generare ansia, ma è importante ricordare che i marcatori cardiaci non sono sentenze: sono come dei messaggeri che informano il medico sullo stato di stress o di sofferenza del cuore.

Un valore alterato non indica necessariamente una patologia grave, ma è un segnale che va interpretato all’interno di un contesto più ampio, fatto di sintomi, storia clinica e ulteriori esami strumentali. Solo così quei numeri possono diventare informazioni utili per prendersi cura della propria salute.

Facciamo quindi chiarezza su cosa sono i marcatori cardiaci, a cosa servono e come interpretarli, sempre con l’aiuto di un medico specializzato. 

Cosa si intende con marcatori cardiaci e a cosa servono?

I marcatori cardiaci sono sostanze (proteine o enzimi) che il cuore rilascia nel flusso sanguigno quando è sottoposto a un carico eccessivo, a un’infiammazione o a un danno cellulare.

La loro misurazione avviene tramite semplici esami del sangue e fornisce informazioni utili soprattutto in situazioni di emergenza o nel monitoraggio di patologie croniche. Ma quali sono i principali marcatori cardiaci e cosa indicano?

MarcatoreCosa indica principalmenteQuando viene richiesto
TroponinaDanno alle cellule del muscolo cardiacoSospetto infarto o forte dolore al petto
BNP / NT-proBNPCuore sotto sforzo eccessivoMonitoraggio dello scompenso cardiaco
CK-MBLesione recente del miocardioConferma di un danno cardiaco recente
MioglobinaSofferenza muscolare precoceValutazione rapida nelle prime fasi di dolore
PCR (Prot. C Reattiva)Stato infiammatorio generaleValutazione del rischio cardiovascolare

Come interpretare i valori dei marcatori cardiaci (senza allarmismi!)

È fondamentale capire che la presenza di un valore “alto” non significa sempre “infarto”. Quando si fanno esami per controllare il cuore, ogni dato va letto con competenza clinica. Ad esempio:

  • la Troponina: può aumentare non solo per un infarto, ma anche dopo uno sforzo fisico estremo, in caso di aritmie o insufficienza renale;
  • il BNP: segnala che il cuore sta facendo fatica a pompare, ma il medico deve capire se questa fatica è dovuta a una condizione passeggera o a uno scompenso cronico.
  • la PCR: indica che c’è un’infiammazione nel corpo, che potrebbe riguardare il cuore ma anche un’infezione del tutto diversa.

In sintesi, i marcatori servono a supportare la diagnosi, monitorare l’efficacia delle terapie e stimare il rischio futuro, ma la parola finale spetta sempre alla valutazione integrata del cardiologo.

Marcatori cardiaci alterati? Approfondisci con il Dott. Cannizzo

Se i tuoi esami del sangue hanno mostrato valori alterati, il passo più importante è parlarne con uno specialista.

Il Dott. Antonio Cannizzo, cardiochirurgo, accompagna ogni paziente nell’interpretazione corretta dei referti. I marcatori cardiaci, insieme a esami come l’ecocardiogramma o l’elettrocardiogramma, permettono al dottore di costruire una valutazione cardiaca completa, per evitare preoccupazioni inutili e agire tempestivamente dove necessario.

Non esiste una lettura standard dei referti: esiste la lettura giusta per te, costruita con attenzione e competenza. Prenota una visita!

Glossario

  • Marcatori cardiaci. Sostanze presenti nel sangue che aumentano quando il cuore è sottoposto a stress, danno o sofferenza. Aiutano il medico nella diagnosi e nel monitoraggio delle malattie cardiache.
  • Infarto miocardico. Evento acuto in cui una parte del muscolo cardiaco subisce un danno a causa dell’interruzione del flusso di sangue.
  • Ischemia. Riduzione dell’apporto di sangue e ossigeno a un tessuto o organo. Nel cuore può causare dolore toracico e danni al muscolo cardiaco.
  • Range di Riferimento. L’intervallo di valori considerato normale per la popolazione generale; tuttavia, il “normale” può variare da persona a persona in base all’età e alle patologie pregresse.