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Figure a confronto! Ecco la differenza tra angiologo e chirurgo vascolare

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differenza tra angiologo e chirurgo vascolare

Qual è la differenza tra angiologia e chirurgo vascolare? Facciamo chiarezza

Hai ricevuto una diagnosi che riguarda la circolazione e ti chiedi se devi rivolgerti a un angiologo o a un chirurgo vascolare? È un dubbio molto comune che sorge quando compaiono i primi segnali di problemi vascolari. 

La differenza tra angiologo e chirurgo vascolare è sostanziale e riguarda la fase del percorso di cura, la gravità del problema e il tipo di trattamento necessario. L’angiologo si occupa principalmente di diagnosi, prevenzione e terapia medica conservativa, mentre il chirurgo vascolare interviene quando serve un approccio interventistico o chirurgico. 

In questo articolo scoprirai esattamente quando rivolgerti a ciascuno specialista, quali patologie trattano e come collaborano per offrirti la miglior cura possibile.

Cosa sono le malattie cardiovascolari e vascolari?

Prima di comprendere la differenza tra angiologo e chirurgo vascolare, è importante sapere di quali patologie si occupano entrambi gli specialisti.

Con il termine malattie cardiovascolari si indicano tutte quelle patologie che interessano il sistema circolatorio, ovvero il cuore e i vasi sanguigni, arterie, vene e capillari. Quando questo sistema non funziona correttamente, i tessuti ricevono meno ossigeno e nutrimento, provocando sintomi che – se trascurati – possono evolvere in complicazioni gravi. 

Angiologo e chirurgo vascolare trattano un ampio spettro di malattie vascolari, ciascuna con caratteristiche e livelli di gravità differenti: 

Patologie venose

  • Insufficienza venosa cronica: condizione in cui le vene delle gambe non riescono a riportare il sangue al cuore, con conseguente pesantezza, gonfiore e dolore. 
  • Vene varicose: vene dilatate e tortuose, visibili sotto la pelle, spesso considerate solo un problema estetico ma in realtà possono evolvere in complicanze come flebiti o ulcere.
  • Trombosi venose: formazione di coaguli di sangue all’interno delle vene, con rischio di embolia polmonare se il trombo si stacca e raggiunge i polmoni. 

Patologie arteriose

  • Arteriopatie periferiche: restringimento o occlusione delle arterie che portano sangue agli arti inferiori, causando dolore durante la camminata (claudicatio).
  • Patologie delle carotidi: stenosi o placche aterosclerotiche nelle arterie carotidi che portano sangue al cervello, con aumento significativo del rischio di ictus cerebrale.
  • Aneurismi: dilatazioni pericolose delle arterie, specialmente dell’aorta addominale, che possono rompersi causando emorragie potenzialmente fatali.

Molte di queste condizioni hanno un’evoluzione lenta e silenziosa. Per questo motivo, la prevenzione e una valutazione specialistica tempestiva sono fondamentali per intervenire prima che il problema diventi più complesso.

In cosa consiste la differenza tra angiologo e chirurgo vascolare?

Come anticipato, angiologo e chirurgo vascolare lavorano spesso fianco a fianco, ma con ruoli diversi e complementari

L’angiologo è il medico specializzato nella diagnosi, prevenzione e trattamento medico (non chirurgico) delle malattie vascolari. È spesso il primo punto di riferimento quando compaiono disturbi circolatori. Il suo approccio è prevalentemente conservativo e preventivo e mira a rallentare la progressione della malattia vascolare, controllare i sintomi e ridurre il rischio di complicanze, così da evitare o posticipare la necessità di interventi chirurgici. 

Nell’atto pratico, l’angiologo si occupa di:

  • effettuare una raccolta dettagliata della storia clinica, sintomi, fattori di rischio familiari;
  • eseguire una visita clinica della circolazione con valutazione di polsi periferici, colorito cutaneo, temperatura degli arti; 
  • prescrivere terapie farmacologiche
  • fornire indicazioni preventive su stile di vita, movimento e alimentazione;
  • monitorare nel tempo l’evoluzione della malattia con controlli periodici.

Quindi, quando rivolgersi all’angiologo? Dovresti prenotare una visita angiologica se presenti i primi sintomi di insufficienza venosa (gambe pesanti, gonfiore serale, dolore), se hai già familiarità per malattie vascolari o presenti fattori di rischio come diabete, ipertensione, fumo, colesterolo alto. 

Il chirurgo vascolare, invece, è il medico specializzato nel trattamento chirurgico e interventistico delle patologie vascolari ed entra in gioco quando la patologia è più avanzata o quando le terapie mediche non sono più sufficienti. Il suo ruolo non è solo “operare”, ma valutare con attenzione se, come e quando intervenire,scegliendo la soluzione più adatta al singolo paziente.

Dopo aver effettuato una visita specialistica per decidere se l’intervento è necessario e quale tecnica utilizzare, il chirurgo vascolare si occupa di:

  • Chirurgia tradizionale: interventi a cielo aperto per bypass arteriosi, rimozione di aneurismi, trattamento di trombosi acute.
  • Procedure endovascolari mininvasive: angioplastica con palloncino, posizionamento di stent, trattamento laser delle varici.
  • Trattamenti ambulatoriali: scleroterapia per capillari e piccole varici, ablazione termica.
  • Gestione delle emergenze vascolari: ischemia acuta degli arti, rottura di aneurismi, trombosi massive.
  • Follow-up post-intervento: controlli per verificare il successo dell’intervento e prevenire recidive.

Per chiarire definitivamente la differenza tra angiologo e chirurgo vascolare, ecco un confronto diretto tra le due figure:


AngiologoChirurgo vascolare
Ruolo principaleDiagnosi, prevenzione e gestione medicaTrattamento chirurgico e interventistico
ApproccioConservativo e preventivo con farmaci e modifiche dello stile di vitaRisolutivo e correttivo con interventi chirurgici o procedure mininvasive
Fase del percorsoStadio iniziale della malattia o di controllo a lungo terminePatologie avanzate, sintomi gravi o fallimento della terapia medica
Strumenti diagnosticiEcocolordoppler, test non invasiviTAC, angiografia, valutazione pre-chirurgica
TrattamentiFarmaci (anticoagulanti, flebotonici), terapia compressivaChirurgia tradizionale, angioplastica, stent, laser
ObiettivoRallentare la progressione, controllare i sintomi, prevenire complicanzeRipristinare il flusso sanguigno, risolvere stenosi o aneurismi

Hai bisogno di un chirurgo vascolare? Rivolgiti al Dott. Cannizzo

Ora che conosci la differenza tra angiologo e chirurgo vascolare, scegliere lo specialista giusto dipende dalla gravità dei tuoi sintomi. 

Quando i disturbi circolatori diventano persistenti, il dolore limita i tuoi movimenti o quando una diagnosi richiede un intervento più mirato, il Dott. Antonio Cannizzo ti accompagnerà lungo un percorso costruito su misura. 

Ogni trattamento inizia da un ascolto attento dei sintomi e delle tue preoccupazioni, seguito da una valutazione approfondita con esami diagnostici mirati e da una spiegazione chiara delle possibili opzioni terapeutiche.

Non esiste una soluzione standard: in alcuni casi bastano interventi mininvasivi, in altri è necessario un approccio chirurgico più strutturato. Qualunque sia la scelta, ogni decisione viene condivisa, spiegata e adattata alle esigenze reali di ogni paziente.

Se hai un dubbio sulla tua circolazione o ti è stato consigliato un consulto vascolare, non rimandare e prenota una visita!

Glossario

  • Ecocolordoppler: esame ecografico fondamentale che permette di vedere lo scorrimento del sangue nei vasi in tempo reale.
  • Stenosi: restringimento di un vaso sanguigno che ostacola il passaggio del sangue.
  • Aneurisma: dilatazione anomala e permanente di un’arteria, con rischio di rottura.
  • Scleroterapia: tecnica (spesso usata dal chirurgo vascolare) che prevede l’iniezione di soluzioni per “chiudere” le vene varicose.
  • Claudicatio intermittens: dolore muscolare agli arti inferiori durante la camminata causato da insufficiente apporto di sangue, che migliora con il riposo.
  • Ischemia: mancanza di afflusso di sangue in una parte del corpo, che causa sofferenza ai tessuti.
  • Follow-up: il percorso di controlli periodici necessario dopo un intervento o per monitorare una patologia cronica