BlogCome cambia la frequenza cardiaca in gravidanza? Ecco i valori da controllare
Tutto sulla frequenza cardiaca in gravidanza: cosa è normale
Hai notato che, da quando sei in attesa, il tuo cuore sembra battere più in fretta?
È un cambiamento normale e atteso. La frequenza cardiaca in gravidanza tende ad aumentare in modo graduale: si passa indicativamente dai circa 70 battiti al minuto a riposo a valori di 80-90 bpm, con un incremento medio di 10-20 battiti che raggiunge il picco nel terzo trimestre. È il modo in cui il cuore materno si adatta per sostenere le maggiori richieste dell’organismo e del bambino.
Conoscere quali valori sono fisiologici aiuta a vivere la gravidanza con più tranquillità e a riconoscere i segnali che meritano un controllo.
Partiamo dalle basi.
Perché in gravidanza il cuore batte più velocemente?
Durante la gestazione il corpo della donna affronta una serie di adattamenti, soprattutto a livello cardiovascolare. Il motivo è semplice: il cuore deve garantire ossigeno e nutrienti anche al bambino in crescita.
Tra le modificazioni principali ci sono:
Aumento del volume di sangue circolante, che cresce in modo importante rispetto ai valori precedenti alla gravidanza.
Aumento della gittata cardiaca, cioè della quantità di sangue pompata dal cuore, che raggiunge il massimo intorno alla ventesima settimana.
Aumento della frequenza cardiaca, che inizia a salire già nelle prime settimane dal concepimento.
A questo si aggiunge una progressiva riduzione della pressione arteriosa, particolarmente evidente a metà gravidanza. Anche questo contribuisce a un battito leggermente più rapido del solito. Si tratta, in altre parole, del meccanismo più efficiente che il cuore materno ha a disposizione quando deve “battere per due”.
L’aumento della frequenza cardiaca in gravidanza è graduale e raggiunge il suo massimo nelle ultime settimane. Non esiste un valore unico valido per tutte: conta l’andamento generale e il modo in cui ci si sente.
Ecco un quadro indicativo dei valori di riferimento, da interpretare sempre insieme al proprio medico:
Fase
Frequenza cardiaca materna (indicativa)
Cosa succede
Prima della gravidanza
Circa 70 bpm
Valore di partenza a riposo
Primo trimestre
Inizio dell’aumento
Il battito comincia a salire dalle prime settimane
Secondo trimestre
Incremento progressivo
Picco della gittata cardiaca intorno alla 20ª settimana
Terzo trimestre
80-90 bpm (anche oltre)
Picco dell’aumento, +10-20 bpm rispetto alla partenza
Vale la pena distinguere due valori spesso confusi. La frequenza cardiaca materna è quella di cui parliamo qui. Il battito fetale, invece, è molto più rapido: si considera normale un intervallo compreso tra 120 e 160 bpm, monitorato durante i controlli di routine. Sono due parametri diversi, entrambi importanti.
Dopo il parto, frequenza e gittata cardiaca tornano gradualmente ai valori precedenti, di solito nel giro di alcune settimane. Per chi desidera un quadro più ampio sui controlli del cuore in attesa, è utile la visita cardiologica in gravidanza.
Quando la tachicardia in gravidanza merita un controllo
La tachicardia in gravidanza, entro certi limiti, è un fenomeno fisiologico, soprattutto nella seconda metà della gestazione. Nella maggior parte dei casi si manifesta in modo sporadico e non richiede terapie particolari.
Ci sono però situazioni in cui è opportuno parlarne con il medico:
Quando il battito accelerato è intenso, prolungato o ricorrente.
Quando si accompagna a vertigini, sensazione di svenimento o affanno marcato.
Quando compaiono palpitazioni che destano preoccupazione.
Quando si avverte dolore al petto o un malessere generale importante.
In alcuni casi un battito accelerato può segnalare condizioni come anemia o ipotensione, che il medico può individuare e trattare con facilità. Per questo, anche se la causa è quasi sempre benigna, una valutazione resta il modo più sereno per togliersi ogni dubbio. Esami semplici e non invasivi come l’elettrocardiogramma o, quando indicato, l’holter cardiaco permettono di monitorare il battito senza alcun rischio per mamma e bambino.
Monitora la salute del tuo cuore in gravidanza con il Dott. Cannizzo
Se durante la gravidanza avverti un battito accelerato che ti mette in apprensione, o semplicemente desideri un controllo che ti dia serenità, affidarti a uno specialista è la scelta più rassicurante.
Il dott. Antonio Cannizzo, cardiochirurgo, segue ogni paziente con un approccio attento e personalizzato. La valutazione parte dall’ascolto dei sintomi e della storia clinica, per poi proseguire con gli esami più adatti, sempre sicuri in gravidanza, come l’ecocolordoppler cardiaco.
L’obiettivo è accompagnarti in questo percorso con chiarezza e attenzione, mettendo al centro la salute tua e del tuo bambino. Consulta tutte le informazioni e prenota una visita.
Glossario
Gittata cardiaca. Quantità di sangue che il cuore pompa in un minuto; in gravidanza aumenta per sostenere le maggiori richieste dell’organismo.
Volemia. Volume totale di sangue circolante nell’organismo, che cresce in modo significativo durante la gestazione.
Battito fetale. Frequenza cardiaca del bambino, più rapida di quella materna, con valori normali compresi tra 120 e 160 bpm.
Tachicardia. Aumento della frequenza dei battiti del cuore oltre i 100 bpm a riposo; in gravidanza è spesso fisiologica.
Ipotensione. Abbassamento della pressione arteriosa, frequente in gravidanza, che può contribuire al battito accelerato.
Tutto sulla frequenza cardiaca in gravidanza: cosa è normale
Hai notato che, da quando sei in attesa, il tuo cuore sembra battere più in fretta?
È un cambiamento normale e atteso. La frequenza cardiaca in gravidanza tende ad aumentare in modo graduale: si passa indicativamente dai circa 70 battiti al minuto a riposo a valori di 80-90 bpm, con un incremento medio di 10-20 battiti che raggiunge il picco nel terzo trimestre. È il modo in cui il cuore materno si adatta per sostenere le maggiori richieste dell’organismo e del bambino.
Conoscere quali valori sono fisiologici aiuta a vivere la gravidanza con più tranquillità e a riconoscere i segnali che meritano un controllo.
Partiamo dalle basi.
Perché in gravidanza il cuore batte più velocemente?
Durante la gestazione il corpo della donna affronta una serie di adattamenti, soprattutto a livello cardiovascolare. Il motivo è semplice: il cuore deve garantire ossigeno e nutrienti anche al bambino in crescita.
Tra le modificazioni principali ci sono:
A questo si aggiunge una progressiva riduzione della pressione arteriosa, particolarmente evidente a metà gravidanza. Anche questo contribuisce a un battito leggermente più rapido del solito. Si tratta, in altre parole, del meccanismo più efficiente che il cuore materno ha a disposizione quando deve “battere per due”.
Quali sono i valori normali nei tre trimestri
L’aumento della frequenza cardiaca in gravidanza è graduale e raggiunge il suo massimo nelle ultime settimane. Non esiste un valore unico valido per tutte: conta l’andamento generale e il modo in cui ci si sente.
Ecco un quadro indicativo dei valori di riferimento, da interpretare sempre insieme al proprio medico:
Fase
Frequenza cardiaca materna (indicativa)
Cosa succede
Prima della gravidanza
Circa 70 bpm
Valore di partenza a riposo
Primo trimestre
Inizio dell’aumento
Il battito comincia a salire dalle prime settimane
Secondo trimestre
Incremento progressivo
Picco della gittata cardiaca intorno alla 20ª settimana
Terzo trimestre
80-90 bpm (anche oltre)
Picco dell’aumento, +10-20 bpm rispetto alla partenza
Vale la pena distinguere due valori spesso confusi. La frequenza cardiaca materna è quella di cui parliamo qui. Il battito fetale, invece, è molto più rapido: si considera normale un intervallo compreso tra 120 e 160 bpm, monitorato durante i controlli di routine. Sono due parametri diversi, entrambi importanti.
Dopo il parto, frequenza e gittata cardiaca tornano gradualmente ai valori precedenti, di solito nel giro di alcune settimane. Per chi desidera un quadro più ampio sui controlli del cuore in attesa, è utile la visita cardiologica in gravidanza.
Quando la tachicardia in gravidanza merita un controllo
La tachicardia in gravidanza, entro certi limiti, è un fenomeno fisiologico, soprattutto nella seconda metà della gestazione. Nella maggior parte dei casi si manifesta in modo sporadico e non richiede terapie particolari.
Ci sono però situazioni in cui è opportuno parlarne con il medico:
In alcuni casi un battito accelerato può segnalare condizioni come anemia o ipotensione, che il medico può individuare e trattare con facilità. Per questo, anche se la causa è quasi sempre benigna, una valutazione resta il modo più sereno per togliersi ogni dubbio. Esami semplici e non invasivi come l’elettrocardiogramma o, quando indicato, l’holter cardiaco permettono di monitorare il battito senza alcun rischio per mamma e bambino.
Monitora la salute del tuo cuore in gravidanza con il Dott. Cannizzo
Se durante la gravidanza avverti un battito accelerato che ti mette in apprensione, o semplicemente desideri un controllo che ti dia serenità, affidarti a uno specialista è la scelta più rassicurante.
Il dott. Antonio Cannizzo, cardiochirurgo, segue ogni paziente con un approccio attento e personalizzato. La valutazione parte dall’ascolto dei sintomi e della storia clinica, per poi proseguire con gli esami più adatti, sempre sicuri in gravidanza, come l’ecocolordoppler cardiaco.
L’obiettivo è accompagnarti in questo percorso con chiarezza e attenzione, mettendo al centro la salute tua e del tuo bambino. Consulta tutte le informazioni e prenota una visita.
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