SOS insufficienza venosa: sintomi, cause e quando intervenire

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Gambe pesanti e gonfie? Come riconoscere l’insufficienza venosa e i suoi sintomi

A fine giornata le gambe ti sembrano pesanti, gonfie, magari con qualche vena che inizia a farsi vedere? È un fastidio che d’estate, con il caldo, tende a peggiorare?

Sono spesso i primi campanelli d’allarme di una condizione molto diffusa. I sintomi dell’insufficienza venosa vengono frequentemente scambiati per semplice stanchezza o per un inestetismo passeggero, e proprio per questo trascurati. In realtà si tratta di una vera patologia della circolazione, che in Italia interessa quasi una persona adulta su due e che, riconosciuta per tempo, si gestisce molto bene.

Vediamo da cosa dipende, come si manifesta e quando è il momento di intervenire.

Quali sono i sintomi dell’insufficienza venosa

L’insufficienza venosa cronica si verifica quando le vene delle gambe faticano a riportare il sangue verso il cuore. Il sangue tende così a ristagnare negli arti inferiori, e da questo ristagno nascono i disturbi tipici.

I segnali più comuni sono:

  • senso di pesantezza alle gambe, soprattutto dopo essere stati a lungo in piedi o seduti;
  • gonfiore (edema) a caviglie e gambe, che peggiora nel corso della giornata;
  • dolore, crampi e formicolii, spesso più intensi durante la notte;
  • prurito e sensazione di calore agli arti inferiori;
  • comparsa di vene varicose e capillari in evidenza.

C’è un dettaglio che aiuta a riconoscere l’origine venosa di questi disturbi: tendono a peggiorare con il passare delle ore e a migliorare quando ci si sdraia sollevando le gambe. Di notte, con il corpo disteso, le vene si svuotano meglio e il gonfiore si riduce.

Un altro elemento tipico è la stagionalità, infatti, con il caldo estivo i vasi si dilatano e il ristagno aumenta, motivo per cui i sintomi si accentuano proprio nei mesi più caldi.

Cause e fattori di rischio dell’insufficienza venosa

Alla base dell’insufficienza venosa c’è quasi sempre un problema delle valvole venose. Queste piccole strutture, simili a porte che si aprono in una sola direzione, garantiscono che il sangue risalga dal basso verso l’alto, contro la forza di gravità. Quando si danneggiano o non funzionano bene, il sangue rifluisce verso il basso e si accumula nelle gambe.

Tra i principali fattori di rischio dell’insufficienza venosa troviamo:

Fattore

Perché incide

Sesso femminile

Le donne sono più colpite, anche per l’influenza degli ormoni

Età avanzata

Il rischio cresce con gli anni, per il naturale indebolimento delle vene

Familiarità

Una predisposizione ereditaria è molto frequente

Stare a lungo in piedi o seduti

Ostacola il ritorno del sangue verso il cuore

Sovrappeso e sedentarietà

Aumentano la pressione sulle vene delle gambe

Gravidanza

L’aumento di volume e gli ormoni favoriscono il ristagno

Fumo

Danneggia la parete dei vasi sanguigni

Come si vede, alcuni fattori non sono modificabili, come il sesso, l’età o la familiarità, mentre su altri, come il peso, la sedentarietà e il fumo, si può intervenire. Ed è proprio qui che si gioca gran parte della prevenzione cardiovascolare.

Insufficienza venosa: cosa fare e quando intervenire

Ma di fronte a questi sintomi da insufficienza venosa, cosa si può fare? Il primo passo è non trascurare i segnali, soprattutto se persistenti. Nella fase iniziale, alcune buone abitudini aiutano molto:

  • muoversi con regolarità, perché la contrazione dei muscoli delle gambe favorisce il ritorno del sangue;
  • evitare di stare fermi a lungo, alternando posizione e facendo qualche passo;
  • sollevare le gambe quando possibile, per agevolare il deflusso venoso;
  • controllare il peso ed evitare fonti di calore eccessivo sulle gambe;
  • valutare con il medico l’uso di calze elastiche a compressione graduata.

Quando i disturbi diventano persistenti, o compaiono varici e alterazioni della pelle, è il momento di rivolgersi a uno specialista. L’esame di riferimento per studiare la circolazione delle gambe è l’ecocolordoppler degli arti inferiori, un controllo semplice, non invasivo e indolore che permette di valutare il flusso del sangue nelle vene e di individuare eventuali reflussi. Trascurare a lungo l’insufficienza venosa, infatti, può favorire complicanze come le ulcere venose, che è bene prevenire.

Prendi in cura le tue gambe e affronta i sintomi dell’insufficienza venosa

Se riconosci in te alcuni dei sintomi dell’insufficienza venosa, o se le vene delle gambe hanno iniziato a preoccuparti, una valutazione specialistica è il modo giusto per capire come intervenire.

Il dott. Antonio Cannizzo, cardiochirurgo, segue ogni paziente con un approccio attento e personalizzato. La visita parte dall’ascolto dei sintomi e della storia clinica, con il supporto di esami mirati come l’ecocolordoppler venoso, per valutare lo stato della circolazione e definire il percorso più adatto.

Che si tratti di prevenzione o di un disturbo già presente, l’obiettivo è sempre lo stesso: proteggere la salute delle tue gambe e dei tuoi vasi nel tempo. Consulta tutte le informazioni e prenota una visita.

Glossario

  • Insufficienza venosa cronica. Condizione in cui le vene delle gambe non riportano bene il sangue verso il cuore, causando ristagno e gonfiore.
  • Valvole venose. Piccole strutture all’interno delle vene che, aprendosi in una sola direzione, permettono al sangue di risalire verso il cuore.
  • Reflusso venoso. Ritorno del sangue verso il basso, causato dal cattivo funzionamento delle valvole venose.
  • Vene varicose. Vene dilatate e tortuose, visibili sotto la pelle, tra le manifestazioni più comuni dell’insufficienza venosa.
  • Edema. Accumulo di liquidi nei tessuti, che provoca gonfiore soprattutto a caviglie e gambe.